Settimana Santa a Petrovče

Alla scoperta di tradizioni slovene

 

La Settimana Santa a Petrovče

Domenica delle Palme in SloveniaCon la Domenica delle Palme si inizia la Settimana Santa.
Da una finestra della nostra abitazione vedo già dalla mattina presto, un gruppo di giovani e uomini intenti a terminare gli ultimi preparativi per la sistemazione di una palma. Non una palma consueta di un ramo d'olivo, ma di rami di piante e foglie diversi, issati a un lungo fusto anch'esso costruito da tanti fuscelli legati tra di loro. Una vera arte. Sorprendente però l’interesse di tutte le persone che vi giravano attorno dando suggerimenti e quant’altro.

La gente intanto continua ad arrivare: famiglie al completo, tanti bambini, giovani e anziani, tutti indistintamente con le palme decorate o a forma di bouquet multicolori.
Tutti parlano tra di loro animatamente in attesa che, all’ora precisa, inizi la celebrazione della benedizione delle palme.
All’arrivo di P. Vanči con il gruppo dei ministranti, il popolo si pone in silenzio come in attesa di un grande evento.
Tutto procede come di consueto nella mia esperienza e richiesto dalla solennità della liturgia odierna di festa, ma già velata dalla tristezza per la sofferenza che il Signore Gesù soffrirà per noi.

La processione si avvia, non molte persone partecipano ai canti, ma tutti seguono con raccoglimento, anche noi siamo in mezzo al popolo cercando di vivere quei sentimenti che erano nel cuore di Gesù pur sapendo che chi lo osannava, poco dopo era pronto a gridare: crocifiggilo!
Entriamo in basilica, salgo nella cantoria con il coro, mi affaccio dal parapetto e, meraviglia… la chiesa è gremita, mai l’avevo vista così, se non a Natale. Mi sono chiesta perché tanto vuoto alla domenica quando non ci sono richiami particolari… ma la risposta penso sia, come negli altri Paesi d’Europa, l’indebolimento della fede e il senso del sacro, inoltre qui, nel periodo invernale le attrattive sciistiche sono inviti irresistibili.

Venerdì Santo
Ero abituata in questo giorno alle 3 del pomeriggio, alla solenne Liturgia dell’adorazione della croce, che qui si svolge alla sera, invece l’appuntamento negli spazi esterni dell’Oratorio era per tutti i ragazzi della catechesi. Sono presenti anche alcuni adulti.
Partecipazione buona e altrettanto clima di rispetto per la sofferenza di Gesù sulla Via della Croce, nonostante l’effervescenza della loro età.
I cresimandi avevano un ruolo di animazione importante, quindi i più piccoli erano stimolati ad essere più attenti osservando i loro amici più grandi.
Conclusione, come in tutte le parti del mondo… in Chiesa. L’Eucaristia non è nel Tabernacolo come al solito, ma in un altare laterale, sotto il quale vi è l’immagine statuaria di Gesù morto per ricordare che Gesù è stato uguale a noi in tutto, fuorché nel peccato.

Sabato Santo
tradizione slovena sabato santoIl Sabato Santo è dedicato al silenzio, all’adorazione.
Gesù è esposto nell’ostensorio coperto da un velo, mentre l’immagine di Gesù, morto è sotto l’altare, come in una grotta in attesa della risurrezione.
Le persone si alternano, singolarmente o a gruppi per l’adorazione.

La mattina presto, alle 7.00, un’altra sorpresa… la benedizione del fuoco! Qualche fedele, arrivato prima, avvia con tanti accorgimenti, il fuoco all’interno di un vecchio cilindro di ferro.
Intanto poco alla volta comincia a radunarsi un piccolo gregge di fedeli con in mano uno strano oggetto appeso a ferro. Non manca un chierichetto per sorreggere il secchiello dell’acqua benedetta… Inizia una piccola cele-brazione con qualche breve lettura biblica, qualche salmo e canto adatto e poi P. Vanči benedice il fuoco e tutti noi presenti.
Chiedo al Padre il significato di quelle strane forme e mi dice che sono una specie di funghi che crescono sugli alberi, ma messi a contatto con il fuoco emanano un profumo. I fedeli li immergono in quel fuoco facendoli un po’ bruciacchiare e poi portano a casa… il fuoco e il ... ‘profumo di Cristo’.
Ecco quello che dobbiamo essere noi cristiani ‘profumo di Cristo!’
Questa sorpresa mi è proprio piaciuta, anche se impegnativa!
E… come tutti i salmi finiscono con il gloria, così, qui, ogni occasione finisce con un brindisi per vincere il freddo e spargere allegria…
Non finiscono qui le sorprese…

Nel Sabato Santo vi è anche la benedizione dei cibi pasquali in chiese, in cappelle o in altri luoghi di culto. Nella tarda mattinata e nel pomeriggio vedo la chiesa affollarsi di famiglie con cestini decorati splendidamente e con all’interno alcuni prodotti: pane, vino, uova di gallina, kren, prosciutto. ... Ognuno di essi ha un significato simbolico profondo. Innanzitutto il cibo pasquale crea in famiglia l'ambiente di Dio ed è l'immagine della cena pasquale in cui Gesù comunicava con i suoi discepoli, e a cui siamo tutti invitati.

Brindisi sabato santoLa benedizione inizia con la lettura di brani della Sacra Scrittura, un salmo seguito da una preghiera di intercessione per tutti i bisogni. Segue la benedizione dei cesti contenenti i cibi simbolici:

Il pane, segno della bontà di Dio e del lavoro umano. Nella civiltà occidentale il pane è usato come cibo umano di base. Gesù ha usato, nelle sue parole, l’esempio del seme di grano che deve morire nella terra affinché possa dare i suoi frutti (cfr Giovanni 12,24). Questo seme è Lui, che deve passare attraverso la sofferenza e la morte. Nella preghiera, il sacerdote chiede ai credenti di gustare il pane e riceverlo con gratitudine nell’Eucaristia, nutrimento della nostra vita spirituale.
Il vino è anch’esso associato a Gesù, e simboleggia il suo sangue.

La carne (prosciutto, Meso (šunka)) è l’immagine di Gesù, il vero agnello pasquale, che si è offerto per i nostri peccati. Esso ricorda anche gli agnelli pasquali che gli israeliti sacrificavano in ricordo della liberazione dalla schiavitù in Egitto.

Cinque uova rosse, (Pirhi) che simboleggiano le cinque ferite di Gesù: sono l'immagine di una tomba e simbolo della risurrezione. Nell’uovo, si nasconde una vita che spacca il guscio e irrompe la nuova vita. Il guscio è simbolo della pietra che ha chiuso la tomba di Cristo, ma Cristo l’ha ribaltata nella risurrezione. (Possono essere meravigliosamente colorate in foglie di cipolla o vino).

Le radici del kren (Korenine hrena) ricordano i tre chiodi con cui il corpo di Gesù è stato appeso alla croce. Quando lo mangiamo, ricordiamo che la sofferenza di Cristo è il prezzo della nostra salvezza. L'amarezza ci ricorda la sete di Cristo sulla croce, sete di redimere l’umanità e sete della vicinanza a Dio.
il vino è anche associato a Gesù, che simboleggia il suo sangue.

Domenica di Pasqua  (Velika Noč)

Alla sera del Sabato Santo, risuona nelle chiese il canto dell’Alleluja!
La gioia della risurrezione non deve rimanere rinchiusa tra le loro pareti!
Ecco il motivo per cui dopo la prima S. Messa della domenica mattina, la statua di Gesù Risorto apre la processione per alcune vie del paese.
La statua è l’immagine simbolica della vittoria di Cristo sulla morte, ma la reale presenza che Gesù ci ha lasciato è l’Eucaristia.
Tra canti pasquali, preghiere di intercessione, invocazioni di adorazione, Gesù passa a fianco alle case per entrarvi in tutte, ma soprattutto per entrare nelle nostre vite e trasformarle con la sua presenza.

Sr. Consuelo Serafin (Petrovče, Slovenia)

Processione Santissimo sacramento Slovenia



 

Copyright © 2019 Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena