Meditazione sul vangelo della Notte di Natale (Luca 2, 1 - 14)

"Lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia" (Lc 2, 7)
"Il bue conosce il suo proprietario e l’asino la
mangiatoia del suo padrone, mentre Israele non conosce, il mio popolo non comprende» (Is 1,3)

Natale! Ho solo la culla del mio cuore da offrire al Dio-bambino,
una mangiatoia da affamato dove si trova tanta paglia e poco grano.

E l’odore dell’asino e del bue: l’imbecille e l’infecondo 
scodinzolanti, che soffiano almeno un po’ di calore
sulla nudità fragile di Colui che dorme, umile, in questo scenario della terra.

Entrambi ugualmente cocciuti nelle costrizioni della loro specie,
eppure, segno di vita, colmi del soffio che anima il loro cuore.

Oh! Possa farmi io stesso bambino dinanzi al bambino-Dio,
meno ottuso e meno infecondo, meno cocciuto nel mio guscio,
e umile come un bambino,
per un soffio più vitale, più esistenziale, più promesso alla promessa,
cantando infine con gli angeli:
“Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”.

E’ nel cuore che germoglia questo seme,
e la sua paglia serve a alimentare un fuoco
che si accende al cospetto del fuoco dal Cielo, lo Spirito Santo!

Henry C., oblato benedettino, amico della comunità di Albi (Francia)

24 dicembre 2018 

 

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