Più di ogni altra cosa, custodisci il cuore!
Commento
al Vangelo secondo Marco (7, 1-23) 

Manos con semillas y corazon«[…] I farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. […] «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».

Sin dall’inizio, Gesù ha manifestato la sua indipendenza rispetto alla tradizione giudaica del suo tempo. Non rimette in questione l’essenziale della Tradizione trasmessa nella Scrittura: non abolisce la Legge e i Profeti, ma li porta a compimento (Matteo 5,17). Non gode dello stesso privilegio la “tradizione degli antichi”: è cosa totalmente umana che potrebbe persino annullare la legge, quando si lasciano da parte i precetti di Dio; in questo modo Gesù lascia che i suoi discepoli superino le tradizioni degli antichi, e al tempo stesso ne proclama la caducità.

La Parola ancora una volta ci interroga: A quali “lavature” dedichiamo oggi il nostro tempo, la nostra forza, le nostre energie? Quali sono le nostre “piccole tradizioni” a cui ci aggrappiamo, tradizioni che annullano la Parola di Dio, che mi fanno mettere da parte il comandamento di Dio?
Nell’era dell’immagine sfiguriamo, offuschiamo l’immagine e somiglianza di Dio in noi stessi…
Iperconnessi virtualmente, ma tante volte disconnessi da noi stessi…

Gesù con la sua Parola vuole scuoterci: “In cosa è centrato il tuo cuore? Il tuo cuore è lontano… Non sciupare tempo nel “lavare bicchieri, stoviglie e oggetti di rame”. Occupati del tuo cuore!

Le risonanze della parola “cuore” non sono le stesse in ebraico e nella nostra lingua. Nel nostro linguaggio, il cuore è legato alla vita affettiva: il cuore ama o detesta, desidera o teme.

L’ebreo usa la parola cuore con un significato molto più ampio. Il cuore è ciò che si trova nel più intimo di noi; certo, nell’intimo dell’uomo si situano i sentimenti, ma anche  i ricordi e i pensieri, i ragionamenti e i progetti. In ebraico si usa spesso il termine cuore al posto di ciò che noi chiameremmo memoria, o spirito, o coscienza, o mente: la “larghezza del cuore” (1Re 5,9) evoca la vastità del sapere, “dammi il tuo cuore” può significare “prestami attenzione” (Proverbi 23,26), e il “cuore indurito” esprime anche una chiusura dello spirito.

In funzione del contesto, il significato della parola cuore può restringersi al solo aspetto intellettuale (Marco 9,17), o al contrario, ampliarsi (Atti 9,17): il cuore dell’uomo designa allora tutta la sua personalità cosciente, intelligente e libera.

Gesù, rifacendosi all’insegnamento dei profeti, mette in guardia contro il formalismo dei farisei; attira l’attenzione verso il vero male, quello che viene dal cuore: “Non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo … Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo”.

Imagen de vida llenaQuesto testo ha fatto riecheggiare in me le parole di Papa Francesco: "«Più di ogni cosa degna di cura custodisci il tuo cuore» (Pr 4,23). Nulla di macchiato dalla falsità ha valore reale per il Signore. Egli «fugge ogni inganno, si tiene lontano dai discorsi insensati» (Sap 1,5). Il Padre, che «vede nel segreto» (Mt 6,6), riconosce ciò che non è pulito, vale a dire ciò che non è sincero, ma solo scorza e apparenza, come pure il Figlio sa «quello che c’è nell’uomo» (Gv 2,25)" [Gaudate et exsultate N. 84 Esortazione sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo]

Gesù aiutami, aiutaci, a mettere da parte quelle “piccole tradizioni”, ereditate o create da noi stessi, che ci allontanano dalle tue vie, dai tuoi pensieri…

Da Te e in Te, come Caterina, possa io, ed ognuno di noi, guardarmi ogni giorno e chiedermi: Cosa c’è nel mio cuore oggi? Cosa ne vien fuori?

Maestro, solo facendo l’esperienza quotidiana di guardare Te e rimanere in Te, potrò, potremo imparare, giorno dopo giorno, a prenderci cura del nostro cuore per ricevere da Te Vita e Vita in abbondanza (Giovanni 10,10).

Signore della quotidianità, donami, donaci la tua Grazia e il coraggio di far crescere la Vita con gesti, silenzi e parole che parlano di Te!

Suor Lorena Caribale (Cañuelas, Argentina)

18 Settembre 2018

 

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