"Carissime e carissimi,

eccoci giunti, con gioia, anche quest’anno alla celebrazione solenne della festa del nostro amato Fondatore San Domenico.

A tutti e a ciascuno gli auguri più sinceri, perché sia una festa di lode a Dio e di rinnovamento della nostra vita, contemplando l’esempio e l’opera di San Domenico.

Miracolo delle spighe S. Domenico FanjeauxCi fermiamo un momento insieme a meditare sulla figura e sull’ideale del nostro grande Padre. Per farlo, mi lascio ispirare da quello che Dio Padre dice a Santa Caterina nel loro colloquio riportato nel Dialogo: “Tuo Padre Domenico, mio dilettassimo figliolo, ha voluto che i suoi seguaci non avessero altro pensiero che l’onore mio e la salvezza delle anime, mediante la luce della Sapienza. Ed è di questa luce che Egli ha fatto lo scopo precipuo dell’Ordine suo, onde estirpare gli errori che nei suoi tempi erano diffusi. Egli prese l’ufficio del Verbo unigenito mio Figliolo. Nel mondo pareva un apostolo, con tanta verità e lume seminava la Parola mia, levando le tenebre e donando la luce. Egli fu un lume che Io porsi al mondo per mezzo di Maria …” (Dialogo della Divina Provvidenza, cap. 158)

Certamente colpisce subito e in modo particolare che San Domenico venga presentato proprio dal Padre Eterno come un secondo Gesù: Egli prese l’ufficio del Verbo Unigenito mio Figliolo. Domenico è nel mondo del suo tempo un nuovo Gesù, per i due motivi fondamentali, che animarono la vita di Gesù stesso, e furono gli unici obiettivi di Domenico, gli stessi che costituiscono la grazia speciale del nostro carisma: l’onore di Dio e la salvezza delle anime, perseguiti attraverso la luce della Sapienza.

Come Gesù, Domenico, continua il Padre Eterno, “con tanta verità e lume seminava la Parola mia”. Sì Domenico fu un predicatore, un apostolo che diffondeva la Verità della Parola, cioè Gesù stesso. Il Padre dice che “seminava la Parola”. Seminare significa affidare alla terra un germe di vita che si svilupperà e produrrà fiori e frutti. Domenico semina la Parola di Dio che produrrà conversione e salvezza. E’ facile quindi sintetizzare il nostro carisma domenicano in queste parole del Dialogo: onore di Dio, salvezza delle anime, attraverso la Luce della Parola, che siamo chiamati a seminare.

Ma per poterla seminare, la Parola deve crescere in noi come pianta che fa frutto e seme, va ascoltata, accolta, meditata, pregata, attuata. Mi direte che tutto questo lo sappiamo già tutti. Sì è vero, in teoria sappiamo tutto del nostro carisma, i suoi motti: “Veritas” “Contemplata aliis tradere” ci ricordano il suo significato più vero, ma credo che mai come oggi sia necessario fare un serio esame di coscienza su come viviamo il nostro carisma domenicano. Veramente ascoltiamo la Parola? Veramente ogni giorno diamo tempo sufficiente alla sua meditazione? Veramente ci lasciamo interrogare e convertire dalla Parola che ci viene offerta ogni giorno dalla Liturgia? Purtroppo mi sembra che spesso ci lasciamo distrarre da molte altre cose, spesso parliamo troppo e di tutto, spesso la contemplazione di Gesù Parola passa al secondo o al terzo posto nella nostra vita.

Carissimi, come il Padre nostro Domenico, noi domenicani per grazia di carisma “assumiamo l’Ufficio del Verbo”: “il Verbo” Gesù è il nostro modello che mette sempre al primo posto l’onore del Padre e l’obbedienza alla Sua volontà di salvezza per l’umanità fino a dare la vita sulla croce.

Che veramente la Trinità Santa ci regali la grazia di volere solamente l’onore di Dio e la salvezza delle anime, “seminando con verità e lume la Parola”. Amen!

Miei care/i, sono questi la preghiera e l’augurio che faccio miei in questa festa del Santo Padre Domenico per ognuna/o di voi e per la Famiglia intera.

Un abbraccio affettuoso e di cuore a tutte/i, e che la Trinità Santa ci benedica"

Sr. M. Elvira Bonacorsi
Priora generale

ispirazione domenicana 

 

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